Cosmoprof meeting: Phytorelax

Come avevo preannunciato nel mio precedente articolo, durante il Cosmoprof ho avuto la fortuna di poter parlare con delle persone veramente molto disponibili, le quali mi hanno fornito un sacco di informazioni interessanti e utili, che voglio condividere nel mio blog e mettere alla portata dei miei lettori.

Green Pavillion, stand A2 B1, Harbor Italia, Phytorelax Laboratories.

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Harbor è un’azienda Italiana che nasce a Bologna nel 1980; i suoi valori fondanti sono legati all’innovazione e alla cultura del benessere naturale.

Incuriosita da questa presentazione, mi sono messa in contatto con la Dottoressa Nausica D’Andrea, responsabile ricerca e sviluppo di Harbor. Lei, molto gentilmente mi ha concesso un incontro al loro stand, per rispondere ad alcune domande in merito alla loro filosofia naturale/biologica.

Ecco di cosa abbiamo parlato:

E: Qual’è il suo ruolo nell’azienda e da quanto lo ricopre?

NdA: Sono Responsabile Ricerca e Sviluppo da quattro anni.

E: Nel vostro sito è scritto che i vostri valori fondati sono legati all’innovazione e alla cultura del benessere naturale, cosa si intende per ‘benessere naturale’?

NdA: Noi con ‘benessere naturale’ intendiamo, ottenere il benessere del corpo e anche dell’anima attraverso l’utilizzo di cosmetici naturali, che abbiano un basso impatto per l’ambiente; quindi naturale significa, sia utilizzare ingredienti provenienti dalla natura, ma non solo, anche non danneggiare l’ambiente, perciò il metodo di produzione deve essere il più rispettoso possibile.

E: Quindi il prodotto naturale, oltre a rispettare l’ambiente, che caratteristiche deve avere per essere definito tale?

NdA: Il prodotto cosmetico definito naturale, deve avere ingredienti naturali, che sono tali dal momento in cui non vengono modificati in laboratorio per via sintetica o per lo meno subiscono le minori modificazioni possibili. Perciò l’ingrediente naturale viene preso, purificato, reso bio-disponibile per la pelle, ma non ha dietro un processo chimico di rielaborazione che può avere un impatto sull’ambiente.

E: Tra naturale e biologico che differenza c’è?

NdA: Cambia il metodo di agricoltura; possiamo avere la stessa pianta naturale, tipo la Camomilla, di derivazione biologica, ovvero con dietro un certo tipo di coltivazione con determinati diserbanti, concimi, rispettosi di un disciplinare, che la rende quindi biologica, oppure, una Camomilla selvatica, che è naturale, che però non è stata controllata dall’inizio in tutti i suoi step formativi.

E: Perché, quindi, dovremo scegliere prodotti biologici a scapito di quelli che ci offre l’industria cosmetica tradizionale, che si basa su processi di sintesi in laboratorio?

NdA: Parto dicendo che il naturale non è sempre sicuro, ad esempio un olio essenziale, nonostante sia naturale, se applicato in modo non corretto, può essere pericoloso per l’organismo; quindi naturale non è sinonimo di sicurezza, però  ci permette di avere un impatto inferiore rispetto all’ambiente ed è generalemente più tollerato dal nostro organismo; poi ormai da anni siamo, purtroppo, bombardati da tante situazioni chimiche, che di per sè, prese singolarmente non farebbero male, ma la loro somma ha creato un po’ di sensibilizzazione, perciò cercare di ridurle, non demonizzandole, ma semplicemente assumendone meno, ci aiuta a non sviluppare allergie o intolleranze.

E: É vero che tutti gli ingredienti comunemente contenuti nei prodotti sintetici, come ad esempio PARABENI, SLES, OLI MINERALI, COLORANTI ecc., che difficilmente sono presenti nei vostri prodotti, dovrebbero essere evitati? Cosa provocano nel nostro organismo?

NdA: Nell’uso continuato creano delle sensibilizzazioni, ma di per se sono degli ingredienti assolutamente sicuri, ammessi dalla legge, e che presi nella loro singolarità non hanno mai dato problemi.

E: I PARABENI, sono dei conservanti, perciò aiutano a preservare il prodotto, quindi se vengono tolti per evitare di creare intolleranze, come viene ovviato il problema della preservazione del cosmetico?

NdA: Bella domanda! Esistono dei conservanti alternativi, che però bisogna utilizzare con cautela, perché per i parabeni abbiamo uno storico e una conoscenza, mentre di quelli alternativi non ancora. A volte bisogna stare attenti ai prodotti dove viene scritto che non ci sono i conservanti o che sono naturali, noi ad esempio non utilizziamo parabeni, ma comunque usiamo conservanti riconosciuti, che sono pur sempre conservanti.

E: Ultima domanda, i vostri prodotti hanno dei prezzi molto bassi, ma la ricerca che vi è dietro, anche a livello di materie prime, sembra essere molto importante, solitamente siamo abituati a pensare che ciò voglia dire costi maggiori, perciò come giustificate questo dislivello?

NdA: É la nostra filosofia aziendale, noi non vogliamo fare prodotti di lusso, ma prodotti che siano alla portata di tutti, 365 giorni l’anno; quindi non un acquisto sporadico, ma che possa essere un compagno di vita quotidiana. Costano poco, perchè cerchiamo  di fare attenzione nell’acquisto delle materie prime e non facciamo pubblicità costose, quindi abbiamo un risparmio sulla spesa di comunicazione, che altre aziende hanno; la nostra comunicazione la fanno i nostri clienti.

 

Ci tengo a ringraziare nuovamente la Dottoressa Nausica D’Andrea per la disponibilità e per la chiarezza delle sue spiegazioni. Spero che questa breve intervista sia utile per capire meglio, sia la filosofia della loro azienda, e anche alcune cose che riguardo la cosmesi naturale e biologica. A breve parlerò più nel dettaglio dei loro prodotti, che ormai utilizzo da tanto tempo.

 

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2 pensieri riguardo “Cosmoprof meeting: Phytorelax

  1. Ciao, grazie per aver condiviso questo bel post.
    Penso che (nonostante l’intervistata fosse, per ovvie ragioni, di parte 😀 ) sia riuscita a trasmettere in maniera chiara e trasparente il suo punto di vista, e di conseguenza anche quello aziendale.
    Mi è piaciuto soprattutto il fatto che non abbia direttamente attaccato altri brand o gli ingredienti “incriminati” che chi approccia l’eco-bio generalmente evita, preferendo dare una spiegazione “chimica” dei risultati; ha ragione nel dire che i petrolati, parabeni & co. sotto il profilo legislativo sono ammessi, dunque di fatto non si può gettare fango a priori su chi li usa, semplicemente perchè gli è concesso farlo.
    Ogni persona deve imparare ad ascoltare, ascoltarsi e apprendere, se la mia pelle reagisce male ad un certo componente lo eviterò, alla fine conta sempre l’esperienza personale e la consapevolezza di ciò che si acquista/usa.
    Brava! Attendo le review dei prodotti!

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